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domenica 18 marzo 2012

Dare i numeri: i numeri della pirateria


Quando si parla di "pirateria" (non di quella vera, quella che ci porta ad imbarcare fucilieri di marina sulle navi, ma di quella relativa alla proprietà intellettuale) è facile "dare i numeri".

Per forza. Trattandosi di attività illegali, chi può controllare se sono dati veri o falsi?

Sappiamo tutti che su certi canali la maggior parte delle opere scaricate sono illegali, ma che danno ciò realmente causa alla cd 'industria della creatività'?

Ciascuno dice la sua e le associazioni che rappresentano gli interessi dell'industria dell'intrattenimento diffondo cifre impressionanti, sia in tema di perdite monetarie, che in termini di perdita di posti di lavoro (tema quanto mai d'attualità, di questi tempi).

Cosi abbiamo, ad esempio, la "Motion Picture Association" che lamenta la perdita di 58 miliardi di dollari (all'anno, ovviamente) dovuta alla pirateria o un calcolo che indica in 150.000 dollari il risarcimento spettante ai titolari dei diritti per ogni singola opera (canzone o film) scaricato illegalmente....

Il dubbio che non siano cifre serie può anche venire e il filmato di cui sopra affronta la questione con qualche dato e, soprattutto, con una buona dose di umorismo.

lunedì 12 ottobre 2009

Sarkò e uno, Sarkò e due ........

Epperò.

Una lunga battaglia per emanare una normativa draconiana a tutela della proprietà intellettuale e poi?

E poi è la seconda volta in pochi mesi che il suo staff si fa beccare a copiare opere altrui.

E' di pochi mesi fa il risarcimento che il suo partito ha dovuto pagare ad una band canadese per l'utilizzo indebito di una loro canzone.

Ora un nuovo episodio, del tutto slegato dal precedente: la nuova accusa è quella di aver fatto copiare circa 400 cd per farne omaggi.


Un esempio edificante, non c'è che dire.

Anche perchè i CD, relativi ad un documentario che lo riguardava, sono stati copiati senza complimenti e sostituendone integralmente la copertina (su quella originale compariva il nome del produttore. Vuoi mettere quanto è meglio mettervi direttamente il marchio del "Service audiovisuel de la presidence de la Republique" ...?).

lunedì 28 settembre 2009

Con la benda sugli occhi (Achtung Piraten!)

Non sarà il partito più importante della Repubblica Federale Tedesca (in effetti non è nemmeno riuscito ad entrare in parlamento), ma il Partito Pirata tedesco ha raggiunto un più che lusinghiero 2%, catturando circa il 13% dei consensi di coloro che votavano per la prima volta.

Un successo che si aggiunge al recente successo alle elezioni europee (che ha visto l'elezione di rappresentanti del Pirateparteit al Parlamento Europeo).

Tutto sommato non mi fa impazzire un partito che fa così scopertamente l'occhiolino alla pirateria.

Però è l'unico partito che prende in considerazione i temi della proprietà intellettuale dalla parte dei consumatori, al di là della retoria della 'tutela della creatività' (di chi? delle Majors e delle grandi software houses??), che parla di proprietà intellettuale eccessivamente protetta, di assurdità della brevettabilità dei geni e delle specie animali .....

Altro che benda sugli occhi .....

venerdì 1 maggio 2009

Razza padrona ...

Beh, non c'è male. Proprio il partito del presidente Sarkozy, l'ispiratore della celebre 'dottrina' della 'risposta graduata' (troppo brutto chiamarla 'tolleranza zero') che prevede la disconnessione automatica di chi viene colto scaricare files illegali da internet, si è reso responsabile della violazione dei diritti di proprietà intellettuale di una band, gli MGMT.

Il primo tentativo di uscirne in souplesse offrendo il risarcimento simbolico di un euro, si ha incontrato un netto rifiuto della band (e gli spernacchiamenti di tantissimi internauti ...).

Ora è venuto il momento del redde rationem, e il partito di Sarkozy ha finito con il pagare un risarcimento di 30.000 euro pur di chiudere più quietamente possibile la vicenda.

Non male come risarcimento per un solo brano, ma l'infortunio non ferma le iniziative del presidente Sarkozy contro la pirateria su internet ...

La coerenza non è importante. Importanti sono i propri obiettivi.

Per dirla con le parole della canzone indebitamente utilizzata:

"Non c'è tempo di pensare alle conseguenze .....".

domenica 1 marzo 2009

Parbleau, mon president!


Per un motivo o per l'altro il Presidente della Repubblica Francese Nicolas Sarkozy è un personaggio ricorrente di questo blog. Già tempo fa c'era stata la storia delle bamboline (bamboline vodoo, che avete capito?) e della sua fallita azione legale per toglierle da Amazon.

Prima ancora avevo pubblicato il video che lo mostrava ubriaco al G8 (lui però non si è dimesso, come il ministro delle finanze giapponese ...). Politici di razza ....

Ora si scopre che sta rischiando un'azione legale per violazione dei diritti d'autore di una band musicale, proprio lui che ha proposto in Europa la 'sanzione' del distacco da internet dei soggetti che siano stati colti in violazione del diritto d'autore per tre volte (la famosa 'dottrina Sarkozy' o 'risposta graduata' come la chiamano le majors della musica).

Una piccola 'nota di colore' : di fronte alle pretese della band canadese, l'entourage del Presidente ha proposto di chiudere amichevolmente la lite versando il risarcimento di un euro. Ci credete che la band si è sentita un po' presa in giro?



sabato 2 febbraio 2008

Pirateria musicale e giustizia privata. Una pronuncia francese

Ve la ricordate Logistep?

E' una software house svizzera che ha predisposto un programma per raccogliere automaticamente gli IP (ossia gli "indirizzi elettronici") dei soggetti che hanno scaricato da reti "peer to peer" determinate opere protette da diritto d'autore.

La "nostra" società ha quindi offerto i suoi servigi alle case discografiche e agli "editori" in generali, che - appoggiandosi ad un piccolo network di legali - hanno iniziato a perseguire i "pirati".

L'approccio è stato sempre il medesimo: Logistep raccoglieva gli IP (diverse centinaia), l'avvocato intentava un'azione legale nei confronti dei principali provider per costringerli a rivelare i nominativi degli intestatari degli abbonamenti ai quali era stato assegnato l'IP e, infine, scriveva raccomandate a tutti i malcapitati proponendo una "chiusura bonaria" a 300/400 euro, minacciando altrimenti più serie conseguenze civili e penali.

Una buona percentuale dei malcapitati destinatari ha pagato senza discutere, qualcuno è corso dall'avvocato, altri sono rimasti in silenzio sperando che tutto passasse.

In effetti (a differenza di quello che avviene negli USA con la famigerata RIIA) di azioni individuali contro i singoli "pirati" non si ha notizia.

Questo approccio è stato seguito in Italia (con il famoso caso "Peppermint", del quale troverete ampia documentazione sul blog di Guido Scorza) , in Germania, nel Regno Unito e in Francia.

Sembrerebbe che in Francia, a seguito della "fatidica" richiesta ai provider di rivelare i nomi degli abbonati, la partita si sia conclusa con un bello stop al "metodo Logistep". Interessante un passo dell'Ordinanza del Tribunal de Grande Instance di Parigi:

"Qu’enfin, alors que la société Techland ne précise pas ses intentions quant à la saisine de la juridiction civile ou pénale, c’est à elle-même qu’elle demande que soit assurée la transmission des données identifiant les internautes "
Traducendo a senso, il TGI nota che Techland (la software house che si era rivolta a Logistep per la tutela dei suoi diritti) era stata poco chiara circa l'intenzione di usare i dati in un giudizio civile e penale.

La sentenza, alla fine rigetta la domanda osservando che secondo la legge francese, indagini del genere sono possibili, ma sono riservate agli enti collettivi di gestione dei diritti (la SIAE francese).

Non una gran notizia per i "pirati", ma condivido l'approccio quanto meno "diffidente" verso certe iniziative.


sabato 3 novembre 2007

Pirateria musicale


Interessanti i risultati di una ricerca commissionata dal governo canadese, secondo la quale tra i soggetti dediti al dowlnloading della musica il "consumo" di musica legale non cala, anzi .....

Contemporaneamente sentiamo di fortissime multe appioppate, anche in Italia, a soggetti che scambiano illegalmente file musicali e altre opere protette.

Non stiamo parlando di soggetti che hanno fatto commercio di opere musicali/film, stiamo parlando di "uso personale". Hanno condiviso e scambiato, è vero, grandi quantità di "opere protette", ma la differenza tra uso personale e commercio (in termini legali, il "fine di lucro") mi sembrerebbe dover ancora contare qualcosa ...

E' allora?

Chi ha ragione, il governo canadese o la FIMI che denuncia che " a pirateria digitale non è un problema di quattro ragazzetti che scaricano a sbafo ma una seria minaccia per l'industria della creatività. Colpire i grandi spacciatori di musica illegale, costituisce un segnale di fermezza contro una crescente attività organizzata che causa notevoli danni ai nuovi business model della musica in rete"?

Al di là del tono emotivo (e superficiale) dell'esponente della FIMI, ha senso appioppare multe di diverse decine di milioni di euro a dei privati?

Sia chiaro, come si è giustamente osservato, queste multe non verranno pagate sul serio o - quanto meno - non verranno pagate integralmente(bella forza, chi ha i soldi per pagarle ...), ma intanto case e stipendi verranno pignorati ......

Ha senso rovinare letteralmente delle persone per illeciti come questi? Non è che si è perso qualsiasi senso di proporzione?
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