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sabato 3 settembre 2011

Settembre



Settembre è il mese in cui si rientra a lavorare ed è il mese nel quale i  bimbi  iniziano un  nuovo anno scolastico. Per me l'anno è sempre iniziato a settembre.

Ma settembre ha anche un'altra caratteristica: è il primo dei mesi consigliati per il consumo di ostriche: i francesi dicono che le ostriche vanno mangiate nei mesi con la "r" e quindi da settembre ad aprile (in francese gennaio  si dice janvier).

Dato il sovrappeso accumulato in vacanza, penso che me ne starò buonino buonino almeno fino a metà ottobre. Nel frattempo mi lustro gli occhi ...

domenica 29 marzo 2009

Tempo così così ....

Sistemate le costine di maiale (1 kg circa per 4 persone) in una teglia, con patate tagliate a pezzi e un po' di cipolle affettate. Insaporite con un po' di pepe, aglio e rosmarino e condite con giusto un filo d'olio.

Sistemate il tutto in forno a 160° per un'oretta.

Servite con un buon vino rosso, meglio se giovane, fermo e lievemente amaro. Io le ho provate con un buon aglianico e andava benissimo.

Semplice e ragionevolmente veloce, specie in una domenica piovosa. Poi si fa festa con poco (non più di 12 euro di ingredienti, vino compreso).

giovedì 25 dicembre 2008

Gola profonda ...

Se non ci si 'dà dentro' .... con il mangiare a Natale, allora quando?

Ho deciso quindi di rispolverare la ricetta della "marmitta di Dieppe", fastosa quanto serve a fare festa e complicata quanto basta a riprendere il gusto di cucinare.

Gli ingredienti sono tutti eccellenti (cozze, gamberi, salmone, capesante, funghi e panna) e - se ben cucinata - la zuppa è persino più buona della somma dei loro componenti. Vi sono altre versioni (forse l'originale) con altri tipi di pesce e senza funghi e presto o tardi le proverò, ma per ora rimango fedele a questa, anche perchè adoro l'accostamento pesce-funghi.

La preparazione è lunghetta (1 h e 1/2 o 2 a seconda dell'organizzazione .... e dello spazio in cucina) ma è perfetta per un giorno di festa.

In pratica si procede così.

Prima si cuociono le cozze 'alla marinara' (in pentola con 400 ml di vino bianco; meglio se si aggiungono un po' di scalogno e un po' di sapori).

Cotte le cozze si tolgono, si mettono da parte e nella loro acqua si cuociono gamberi e capesante.

Cotti gamberi e capesante, si tolgono e nel liquido si cuoce il salmone.

Cotto anche il salmone è meglio filtrare il liquido e metterlo in casseruola e quindi aggiungere i funghi e farlo sobbollire fino ad asciugarlo.

A questo punto, si possono aggiungere i gamberi e le conchiglie (meglio se sgusciati nel frattempo) e il salmone, far cuocere ancora un attimo, aggiungere la panna, spolverare di pepe e servire.

Il segreto è ovviamente nel rispetto dei tempi di cottura (che è meglio lasciare un filo indietro, perché gli ingredienti continuano a cuocersi lievemente quando messi via e comunque ribolliranno casseruola).

Buon appetito!


martedì 9 dicembre 2008

Mare d'inverno

Allungando di un giorno il ponte dell'Immacolata sono riuscito a fare una scappata al mare.

Sono stato fortunato: poca gente in giro, 16/18 gradi e giornate tersissime ... un'altro mondo rispetto al gelo e al grigio della pianura padana.

Fantastica la luce: forte e quasi abbagliante, visto che il sole - pur basso - non è offuscato dalla minima opacità dell'aria se non verso il tramonto, quando spunta qualche baffo di foschia.

Poi ... visto ero a due passi dalla costa azzurra, me ne torno a casa con la ricetta dei gamberoni al pastis (che trovate, con qualche interessante variante su questo blog) e un po' di vino (tutto, ... o quasi, rigorosamente in bag in box).


domenica 3 agosto 2008

Sangria

Col caldo, una buona sangria fresca è una delle cose più gradevoli che esistano.

Ho voluto provare a vedere se qualcuno si è preso la briga di mettere una ricetta su YouTube e, infatti:



Abbastanza buona come ricetta (per lo meno usano vino e frutta, e non sciroppi, come base).

La mia è la seguente (di questi tempi ne ho sempre un po' in frigo):

  • un bottiglione di vino rosso (ovviamente l'ingrediente più importante: deve essere corposo e, soprattutto, assolutamente fermo: ottimi molti vini del sud, anche economici);
  • tre/quattro pesche molto mature;
  • un limone (non trattato) a fette, completo di buccia;
  • due/tre cucchiai di zucchero
  • 6/8 ore di frigo.
Semplice e profumata.

Buona bevuta.

lunedì 14 aprile 2008

Due giorni di vacanza

Approfittando della chiusura delle scuole dovuta alle elezioni, abbiamo deciso di prenderci qualche giorno di vacanza.

Ottima scelta: luce, aria aperta e bambini esaltati.

Anche un po' di acquazzoni ma in vacanza si sopporta tutto ;-)

Solo pochi minuti per raccontarvi il menù di sabato sera:

- cozze al curry, una ricetta imparata in Francia. Noi italiani siamo bravissimi cuochi, ma siamo anche un po' tradizionalisti e le cozze le mangiamo quasi solo alla marinara. Eppure si possono fare in molti altri modi: al curry, appunto, ma anche: al salmone, allo zafferano, al roquefort e persino al salame piccante ...
Al curry (con un po' di panna) sono ottime;
- branzino cotto al forno su un letto di patate. L'importante è (oltre al branzino) "condire" bene le patate: io di solito metto erbette varie, olive nere e soprattutto un po' di tabasco, che dà il "pizzichino".
- crema catalana (una specie di panna cotta, caramellata in forno).

Come vino, avevamo in casa solo un nero d'avola, abbastanza corposo e un po' piccante.

Il tutto è stato estremamente gradevole.

P.S. sono partito subito dopo aver votato. Non è servito a nulla. Evabbè ... va bene così ....

domenica 20 gennaio 2008

Fiesta grande

Arriva il fine settimana e ci troviamo con una bottiglia di champagne, regalo di natale, una busta di salmone miracolosamente salvatasi dalle cene e controcene di fine d'anno e una piacevole novità da festeggiare.

Al supermercato compriamo delle ostriche magnifiche: ostriche bretoni di grande pezzatura. Tra l'altro non sono nemmeno troppo care (8 euro al chilo) e così, felici e contenti del nostro acquisto, ci “allarghiamo” e compriamo anche un whisky da 30 euro (un Islay: Laphroaig "quarter cask"). Vabbè, va finire sempre così .... è così che poi ti trovi sempre senza soldi ...

Tornando a casa telefoniamo ai miei ... tanto non c'è da cucinare; imparando il trucco, aprire le ostriche è una scemata: bisogna usare un coltello dalla lama triangolare molto sottile e appuntito e tagliare il tendine I coltelli del grana, che alcuni usano, non vanno molto bene perchè sono troppo larghi e se il bordo dell'ostrica è ondulato è un macello e bisogna forzare molto.

Ci sediamo a tavola: per iniziare una pasta veloce al salmone. Tempo di preparazione pari al tempo per far bollire la pasta: un soffrittino leggero, facendo passire la cipolla a fuoco lento e poi sciogliendola un poco nel vino bianco, passata di pomodoro e - verso la fine - panna e pepe bianco. Proprio all'ultimo le striscioline di salmone, bagnate con vino rosè (residuo di una scorreria in Francia); il cognac sarebbe meglio, ma ci sono i bambini.

Piatto forte: le ostriche. Eccellenti: carnose e profumate. Non bisogna mangiarle d'estate: i mesi buoni sono quelli con la “r” (in francese).


Apriamo lo champagne (altro lavoro da uomini).

Poi apriamo il whisky: ottimo acquisto e adattissimo al pasto. Il profumo torbato con sentori salmastri si sente già aprendo la bottiglia. Aggiungendo acqua fresca (circa 1/3) si ingentilisce e diventa più complesso. Si sentono note di legno. Accompagnato da sfoglie di cioccolato fondente (altro residuo delle feste) è un vero piacere.

Superiamo la mezzanotte senza accorgercene. Questa mattina, però, ho un filo di mal di testa. Sarà il salmone?



lunedì 24 dicembre 2007

Natale in famiglia ....(updated)

... e iniziano i pranzi (e le cene).

Pranzo dell'antivigilia:

  • vol au vent con ripieno di robbiolina, maionese e qualche uovo di lompo (giusto per il colore: rosso e nero, ma il derby ... acc.);
  • insalatina di sedano, grana e noci;
  • crostata di funghi (pasta brisèe - salata);
  • roast-beef cotto sul sale (tostato fuori e bello rosa all'interno) e - a lato nel piatto - un pizzico di chutney (una compostina inglese di frutta in salsa piccante: una vera scoperta);
  • monte bianco (castagne e panna);
  • caffè (tanto).

Unico lato (parzialmente) insoddisfacente: il vino: avevo preso un novello, un vino sardo che avrebbe dovuto essere saporito e leggero e invece lo trovo acidino e dolciastro (evidentemente il produttore ha pensato bene di aggiungere zuccheri per rendere più rotondo il sapore). Ho stappato un'altro vino, ma la prossima volta che voglio un novello prendo un Beaujolais: in Fancia l'uso dello zucchero nel vino è legale, ma almeno lo sanno usare ....

Update del 25 dicembre, ore 12,15: cena della vigilia (di pesce, tanto per star leggeri:)

  • risotto con gli scampi
  • branzino brasato nel chianti. Ottimo
  • macedonia.
L'abbinamento pesce-vino rosso va assolutamente rivalutato.

Intendiamoci: con certi bianchi (i vermentini, sia sardi che liguri, ma - per stare su vini che si trovano anche al supermercato e senza svenarsi - anche il verduzzo, il gavi, l'erbaluce .....) non si sbaglia mai. Semmai con alcuni pesci (la sogliola) è meglio salire di pregio (ad. es. greco di tufo), ma, in genere, specie d'estate, è la miglior scelta.

Lasciamo stare i rosè, che in Italia non sono ben conosciuti (e che, per il mio gusto, vanno fatti a partire da rossi forti, non dai vini dell'Oltrepo' ....).

Parliamo di rossi: il branzino brasato nel chianti (proprio come la carne: immerso nel vino con le verdurine) è ottimo e il sapore non ne risente. Tra l'altro la consistenza del branzino aiuta e così preparato non fa rimpiangere il fatto che non si possa apprezzare la parte del branzino che, quando cotto ai ferri è la migliore: la pelle (il branzino ai ferri è come il pollo arrosto: la pelle croccante è la parte più saporita).

Ma anche per accompagnare alcuni pasti di pesce (magari un'insalata di pesce crudo: branzino, tonno, spada ....), un rosso leggero (un chianti o un novello) è ottimo. Basta sperimentare un po'.

Buon appetito

domenica 18 novembre 2007

Una pausa

Un bel pranzo, strong:

antipasto:

gorgonzola (quello verde, un po' asciutto) con il miele: un abbinamento fantastico, quasi come la toma piemontese con la cugnà (la marmellata di mosto d'uva). Vino: un'ottimo 'Sirah' siciliano.
Il Sirah è un vitigno di origine, pare, mediorientale, che è alla base del 'Cote du Rone' francese e produce un vino tannico (quasi nero), forte (questo era solo 12,5 gradi, se ne trovano fino a 14, ma non sono mai pesanti perchè poco acidi) e piuttosto rotondo.

piatto principale:

polenta con il “cassoulet”. Il “cassoulet” è un piatto del Perigord (Francia del sud ovest) ed è uno stufato di fagioli, oca e salsicce. Leggero, no? Come vino un “Grand Bormani”, un “Cote de provence” di adeguato corpo (nero, amaro, speziato e un filo resinoso. Ottimo).

... niente dessert e “spiriti” vari, solo caffè.


Buon pomeriggio

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