giovedì 3 dicembre 2009
mercoledì 18 novembre 2009
mercoledì 11 novembre 2009
L'ufficio illegale (parte quinta: allora si chiude?)
Non basta il ritorno ai minimi inderogabili, non bastano i divieti di pubblicità, gli ulteriori ostacoli alla pratica forense, lo scippo delle difese nei confronti dei praticanti.
Gli obiettivi sono stati ribaditi ancora oggi:
l'esclusiva agli avvocati della consulenza legale in ogni sua forma e dei procedimenti di mediazioni che potrebbero servire per deflazionare i processi e abbassarne i costi;
il 'numero chiuso'
l'espulsione definitiva dalla professioni di chi abbia sostenuto l'esame da pià di cinque anni.
In sostanza, non essendo riusciti a ricavarsi i loro spazi come hanno fatto altre libere professioni prive di esclusive, come i dottori commercialisti, gli spazi se li vogliono prendere per legge.
E che ce ne facciamo di quelli che questo lavoro già svolgevano in qualità di dipendenti?
"Se le nuove norme venissero approvate nella versione in discussione al Senato, le imprese dovrebbero rinunciare alle funzioni legali interne e sarebbero costrette a rivolgersi ad avvocati esterni per tutte le attività sopra menzionate con un impatto rilevantissimo, oltre che in termini di costi, anche sul piano organizzativo. Le imprese dovrebbero infatti trovare adeguata collocazione a tutte le risorse oggi impegnate in attività di consulenza legale interna"Tutti a casa, quindi, perchè con i chiari di luna che ci sono .... E tutto per assecondare le voglie più corporative di una professione che non ha mai saputo esprimere – lasciatemelo dire – la minima capacità di cambiamento.
domenica 8 novembre 2009
Tranquilli, la crisi è alle spalle ....
Finchè non vedo non credo, ma in ogni caso credo poco nei numeri.Come diceva il mio dominus quando facevo pratica (era, come si dice da noi, "un conte", ma ci beccava ...) "i numeri sono come la pelle dei co......ni, si tirano da tutte le parti".
Non so se i numeri dell'OCSE siano come quella pelle lì, ma i segni della ripresa intorno a me non li vedo proprio, salvi i prezzi che - nel silenzio generale - hanno ricominciato a salire (e non parlo solo della benzina, ma soprattutto della spesa settimanale che - rendiconto della carta di credito alla mano - sono saliti, e non di poco).
Tra i genitori dei compagni di classe dei miei figli, i disoccupati e cassaintegrati non sono calati. Anzi, una mamma ha perso definitivamente perso il posto a seguito della chiusura della ditta nella quale lavorava. Gli stipendi non sono saliti, anzi - con l'aumento dei prezzi - la quantità di beni e servizi che i lavoratori dipendenti (e parasubordinati) è calata ancora ...
Lo stato sta contraendo la spesa (parlando con i poliziotti si sentono storie da paura, di poliziotti che fanno la benzina all'auto di servizio con i loro soldi, ma che ormai non riescono neppure a far partire l'auto perché non ci sono parti di ricambio ...) e la riforma Gelmini ha appena iniziato a buttare precari fuori dalla scuola.
Mi auguro tanto che non sia così, ma il motore di questa ripresa prevista per l'Italia dai dati OCSE proprio non riesco a vederlo: se nè lo Stato nè le famiglie dei lavoratori dipendenti (la maggioranza degli italiani) non sono in grado di sostenere un aumento di spesa, mi chiedo la ripresa da dove possa venire.
Non ci vuole un esperto per farsi venire qualche dubbio, anche tralasciando il fatto che - come l'OCSE stesso avverte - si tratta di dati previsionali.
Non ci resta che sperare.
Nel frattempo non posso che osservare che in altri paesi (la Francia, ad esempio, che è indicato come il paese in più forte crescita con l'Italia) la stampa - salva la pubblicazione del comunicato stampa - e la politica non hanno dato alcun peso alla notizia.
Tanto per dare i numeri, su google news sono censiti 241 articoli in Italia che riprendevano la notizia e solo 27 in Francia ....
Quotidiani come "le Monde" non l'hanno neppure pubblicata.
giovedì 22 ottobre 2009
giovedì 15 ottobre 2009
L'influenza dei porcelli ....(upgraded)
Aggiornamento del 16 ottobre:
ringrazio Nicola per la precisazione (e il link): il vaccino non è sperimentale, anche se lo era ancora quando i governi dei principali paesi si sono affrettati ad ordinarne decine di milioni di dosi.
Il problema delle influenze di origine animale può essere molto serio, in quanto - trattandosi di influenze 'nuove' per l'uomo - non ci sono ancora soggetti naturalmente immunizzate e possono avere una diffusione rapidissima.
L'influenza suina è poi 'parente' della famigerata influenza spagnola, che nel 1918 fece milioni di morte pertanto certamente da non sottovalutare (anche se pare che la gran parte dei morti fosse stato allora causato dalle complicanze batteriche della malattia, ora curabili) .
Per tale ragione, in occasione di una precedente comparsa di un virus dello stesso ceppo (nel 1974 negli USA) ,si procedette ad una vaccinazione di massa poi presto sospesa in quanto, non solo la pandemia non si manifestava, ma - oltretutto - il vaccino fu ritenuto responsabile di gravi complicanze (circa in un caso ogni 100.000).
Anche allora la vaccinazione di massa fu preceduta da una massiccia campagna sui media ...
Ora lungi da me criticare le autorità sanitarie per l'attenzione con cui hanno seguito lo sviluppo della malattia, ma trovo che la copertura mediatica sia stata a tutti gli effetti terroristica, con servizi giornalistici 'sparati' in prima serata al telegiornale sia ai primi focolai nel mondo, sia ai primi sfortunati decessi in Italia, nonostante già da quest'estate le cifre indicassero percentuali di mortalità inferiori a quelle dell'influenza normale .....
lunedì 12 ottobre 2009
Sarkò e uno, Sarkò e due ........
Epperò.E poi è la seconda volta in pochi mesi che il suo staff si fa beccare a copiare opere altrui.
E' di pochi mesi fa il risarcimento che il suo partito ha dovuto pagare ad una band canadese per l'utilizzo indebito di una loro canzone.
Ora un nuovo episodio, del tutto slegato dal precedente: la nuova accusa è quella di aver fatto copiare circa 400 cd per farne omaggi.
Un esempio edificante, non c'è che dire.
domenica 11 ottobre 2009
L'ufficio illegale (to be continued)
Quando si parla di interessi particolari è facile diventare noiosi e perdere il contatto con la realtà ('autoreferenziali', come si dice oggi).
Mi sono, quindi, finora astenuto (mordendomi la lingua e dandomi sonore bacchettate sulle mani) di commentare i 'progressi' del disegno di legge sulla riforma della professione forense, inizialmente rinviato a settembre e ora rinviato a una qualche data da destinarsi nel prossimo futuro. Ci sono ben altre cose di cui occuparsi.
Intanto comunque, sui due punti 'qualificanti' (esclusiva della consulenza legale agli avvocati e limite di cinque anni per iscriversi all'albo) nella prima fase dei lavori parlamentari si era registrato un 1-1: la riserva della consulenza legale veniva confermata agli avvocati, mentre cadeva il limite dei cinque anni. Accordo raggiunto? No, per niente: sono stati presentati alla commissione oltre 100 emendamenti (compresi alcuni per reintrodurre il limite dei 5 anni).
Quindi ancora tutto da discutere.
Un governo in cerca di consensi difficilmente scontenterà una categoria numerosa e tradizionalmente fedele, ma qualche associazione di categoria comincia a farsi sentire.
Tacciono ancora le categorie (commercialisti, innanzi tutto, ma anche geometri, consulenti in marchi e brevetti, notai, ...per non parlare di sindacati e patronati e delle associazioni di categoria stesse che sono le prime, con i loro esperti, a dare l'assistenza 'di primo livello' agli iscritti) che la consulenza legale e l'assistenza stragiudiziale la fanno davvero, ma si sta svegliando la Confindustria, accortasi finalmente che i legali interni fanno un lavoro più aderente alle necessità dell'azienda (e costano notevolmente meno).
E quindi anche oggi un articolo su il sole 24 ore.
Alla prossima ...
lunedì 28 settembre 2009
Con la benda sugli occhi (Achtung Piraten!)
Non sarà il partito più importante della Repubblica Federale Tedesca (in effetti non è nemmeno riuscito ad entrare in parlamento), ma il Partito Pirata tedesco ha raggiunto un più che lusinghiero 2%, catturando circa il 13% dei consensi di coloro che votavano per la prima volta.Un successo che si aggiunge al recente successo alle elezioni europee (che ha visto l'elezione di rappresentanti del Pirateparteit al Parlamento Europeo).
Tutto sommato non mi fa impazzire un partito che fa così scopertamente l'occhiolino alla pirateria.
Però è l'unico partito che prende in considerazione i temi della proprietà intellettuale dalla parte dei consumatori, al di là della retoria della 'tutela della creatività' (di chi? delle Majors e delle grandi software houses??), che parla di proprietà intellettuale eccessivamente protetta, di assurdità della brevettabilità dei geni e delle specie animali .....
Altro che benda sugli occhi .....
venerdì 25 settembre 2009
Dura lex sed linux
Ha fatto un certo scalpore (non in Italia) una recente sentenza della Corte d'Appello di Parigi che ha riconosciuto la validità delle licenze GNU.Il caso oggetto del giudizio era quello di una software house che si era 'appropriata' di software open source coperto da licenza GNU inglobandolo nei propri prodotti senza rispettare i termini di licenza,
Che cos'è una GNU? Bah ... potete leggere qui (in dialetto milanese ....) o qui (in italiano). In estrema sintesi è un tipo di licenza di software pubblica' (ossia non basata su una contrattazione individuale, ma sulla base di condizioni 'generali' allegate in forma di file di testo e accettate direttamente tramite l'uso del programma) molto utilizzata nella distribuzione di programmi Linux e open source in generale.
Come molte novità (anche se non proprio più nuovissima, ormai), in molti paesi e pure in Francia si è subito discusso della loro validità e portata nell'ordinamento giuridico.
Anche nei paesi di origine anglosassone (dimenticando che la più famosa delle GNU, la GPL è stata studiata da giuristi) si mette spesso in discussione la validità delle GNU come contratti, sotto diversi profili.
In Italia c'è poco sulle licenze pubbliche, anche se val la pena di leggere questo ponderoso articolo di Carlo Piana.
Ora, comunque, la Corte d'Appello di Parigi non ha proprio avuto difficoltà a riconoscere (prima facie, direi, visto che non ha speso molto sul punto specifico ...) la validità delle licenze GNU-GPL.
venerdì 31 luglio 2009
Viale del tramonto
Eppure (un estremo scatto di orgoglio?) la pronuncia è di quelle che lasciano il segno: il responsabile del Crown Prosecution Office britannico (il responsabile dei Pubblici Ministeri) è chiamato ad emanare istruzioni ai pubblici ministeri per distinguere i casi di induzione al suicidio (da perseguire in giudizio) dai casi in cui l'assistenza al suicida (che in questo caso necessitava dell'assistenza della moglie per recarsi in Svizzera a morire) è da considerare non punibile in quanto esercizio del "diritto di vivere".
Un altro paese e un altro diritto (i pubblici ministeri e persino la polizia hanno da sempre ampia discrezionalità circa la determinazione dei reati per i quali esercitare l'azione penale) ma una pronuncia interessante e motivata.
Un argomento comunque controverso: la stessa Camera dei Lord, chiamata a pronunciarsi (in funzione questa volta legislativa) su un emendamento proposto per eliminare il richio di incriminazione per suicidio assistito aveva bocciato la proposta.
mercoledì 15 luglio 2009
Scarpe rotte, eppur bisogna andar ...
Quando ho letto la notizia sul mio feedreader sono rimasto un po' lì .. un'altra americanata, mi dicevo. Poi, quando ho letto la copia dell'istanza sono proprio scoppiato a ridere.In breve: un avvocato della Florida ha presentato un'istanza al giudice perchè quest'ultimo imponesse all'avvocato della difesa di indossare scarpe più decorose.
No, non è una questione di decoro della classe forense: l'avvocato istante ne ha fatto proprio un problema di strategia professionale .....
Di qui l'argomentata istanza scritta tesa a fargli indossare scarpe più decorose.
Ora, l'immagine dell'uomo con le scarpe bucate può essere davvero accattivante e di successo. Barack Obama, in campagna elettorale, ha fatto di questa foto una vera e propria bandiera. Queste cose non sono state capite dal nostro avvocato (ma del resto anche in Italia e in Francia si preferiscono altri stili ...).
Certa gente non ha il senso del ridicolo (e certamente neppure il senso dell'opportunità) e l'istanza ha fatto il giro del mondo. Non ne conosco l'esito processuale, ma credo che dopo la figura da ... non interessi più molto neppure all'avvocato che ha presentato l'istanza.
