giovedì 28 agosto 2008

Bag in box: il vino in scatola

La notizia è ormai di alcun settimane fa, ma - tutto sommato e nonostante altri temi decisamente interessanti sorti in seguito (The Pirate Bay, Mediaset vs YouTube ...), il mio cervello è ancora in vacanza.

E quindi voglio parlare di "vino in scatola", o meglio di "Bag in Box" (abbreviato: "BiB").

Salvo che da parte dell'industria di settore i commenti che ho letto sono stati in linea di massima (molto) negativi. L'Associazione Italiana Sommelier, in particolare, ha commentato la notizia tra l'allarmato e lo scandalizzato: "Noi dell’Associazione Italiana Sommeliers – afferma il Presidente Terenzio Medri – vogliamo tutelare in maniera adeguata il vino di qualità. La decisione che dà il via libera alle confezioni alternative come il cartone rischia di danneggiare l’intero comparto e l’immagine del vino italiano, che ha mostrato di essere concorrenziale ed eccellente in questi anni. Non entriamo nel merito della conservazione e dell’invecchiamento del vino. Ve lo immaginate un vino DOC di un’annata particolarmente pregiata conservato in una confezione di cartone?".

Non sono un sommelier, tutt'altro, ma mi sembrano altri i problemi del vino italiano. Vogliamo parlare del Brunello, ad esempio ...?

Da consumatore ho avuto occasione di apprezzare anche quest'estate la praticità dei "BiB", molto diffusi in Francia.

Non dobbiamo confondere il BiB con il tetrapak (quello del Tavernello per intendersi): nel BiB il contenitore di cartone racchiude a sua volta una borsa di plastica che contiene il vino proteggendolo costantemente dall'ossidazione (via via che il vino viene spillato, il contenitore si affloscia impedendo l'entrata dell'aria).

Un Bib può essere consumato anche poco alla volta, un bicchiere al giorno, e può rimanere aperto anche per diverse settimane senza inacidire. L'ho sempre trovato molto pratico per questo, oltre che per il fatto che permette di comprare vini molto gradevoli (anche se non certo grandi vini) anche per 2/3 euro al litro.

Mi sembra che, come molto spesso avviene, certe polemiche lascino il tempo che trovano.

10 commenti:

Rebus ha detto...

Va bene apprezzare ed esaltare il vino di qualità, ma non vedo tutto questo problema o la profanazione nell'adottare i BiB: sarà il mercato a rispondere. Mica siamo talebani del vino: se mi farà schifo non lo comprerò e continuerò ad acquistare in vetro, ma voglio poter scegliere. Succederà come con i tappi di silicone: all'inizio la novità viene tacciata di blasfemia, poi pian piano tocca ammettere che è una trovata intelligente...

Anonimo ha detto...

Mi sovvengono queste considerazioni:

1) Le plastiche, quasi tutte, eccetto *forse* il policarbonato (rigido), rilasciano più o meno velocemente un poco di sé nell'alimento. Anche le bottiglie d'acqua ne sono affette, soprattutto perche', come il vino, rischiano di restare chiuse in disparte per *ANNI*. (E' per questo che per il latte la cosa viene tollerata.)

2) Senza contare la difficolta' di riciclo della plastica mista a cartone.

3) E tutto questo per non far prendere aria al vino appena aperto?!! Usate un tappo!! O prendete bottiglie più piccole!

cio
nicola.

herr doktor ha detto...

@Rebus: si parla di vino e ......... ;-)

@Nicola:
>1) Le plastiche, quasi tutte, eccetto
>*forse* il policarbonato (rigido),
>rilasciano più o meno velocemente un poco
> di sé nell'alimento.

mi risulta che, sulla base di reccenti studi, nelle plastiche utilizzate nell'acqua minerale (e in alcune lattine di alluminio) vi sia un rilascio di sostanze tossiche se vengono scaldate oltre un certo livello

http://www.corriere.it/cronache/08_aprile_16/plastica_allarme_bottiglie_a4c594bc-0bc8-11dd-98e1-00144f486ba6.shtml

>Anche le bottiglie d'acqua ne sono
> affette, soprattutto perche', come il
>vino, rischiano di restare chiuse in
>disparte per *ANNI*. (E' per questo che
> per il latte la cosa viene tollerata.)

bisognerebbe allora proibire prima di tutto l'utilizzo delle bottiglie di plastica per l' acqua minerale e il latte per bambini (per ovvie ragioni di quantità e di maggiore vulnerabilità ....)

in realtà, su quantità modeste (un bicchiere al giorno, contro una bottiglia almeno di acqua minerale) non credo che, anche se quegli studi fossero confermati vi sia un significativo aumento di rischio. tra l'altro l'invoucro di cartone e' un buono schermo contro riscaldamenti accidentali, come le brevi esposizioni al sole, che del resto non hanno mai fatto bene al vino.

sul fatto che il BiB non sia un contenitore da invecchiamento non ci piove (e del resto nemmeno il vino da tutti i giorni è un articolo da invecchiare).

>2) Senza contare la difficolta' di
>riciclo della plastica mista a cartone.

quello è un problema del tetrapak, non del BiB

tra l'altro, sei sicuro che - sotto il profilo del consumo enrgetico il vetro sia piu' ecologico del BiB ?

>3) E tutto questo per non far prendere
>aria al vino appena aperto?!! Usate un
>tappo!! O prendete bottiglie più
>piccole!

vedi, con il consumo aumentano sia la superficie di contatto che la quantità d'aria nella bottigia.

quello delle bottigie piu' picole è un'ottima soluzione per vini già piu' pregiati, ma l'incidenza del costo sull'imbottigliamento è un po' alta

ciao e buon w.e.
--
hd

Anonimo ha detto...

Devo dirti la verità?
La bottiglia è più romantica, anche per chi, come me, il vino lo fa in casa.
Io onestamente sarei per il tutto vetro-ricaricabile (dal dentifricio al vino).
Vorrei poi vedere se la plasticozza è così inerte come dicono in fase di maturazione.
Poi che sia comodo l'avere un rettangolo da 5l non si discute.
Ciao

P.S

le vecchie ciabatte ha detto...

Non sono esterofila per natura, ma la Francia sui vini va forte.
Questa estate ne ho avuto la prova.

marzia.elle

Alessandro ha detto...

l'idea è che, come per parecchi argomenti, in Italia si distolga l'attenzione dai problemi veri per andare a scindere l'atomo a forza di discussioni su quelli inesistenti. c'è chi è felice di comprare il tavernello, chi il sassicaia. se questa bib è pratica quanto dici, non è escluso che sia una buona cosa. in ogni caso l'immagine del vino italiano - soprattutto all'estero - non cambierà certo se c'è anche il vino in bib... anzi, c'è da dire che oltralpe son parecchio più smaliziati di noi e quindi compreranno secondo gli stessi identici schemi di prima. a chi il tavernello, a chi la bottiglia da 10€, a chi quella da 100. e in mezzo, a chi il bib.

buon rientro!
s.

herr doktor ha detto...

@Alessandro:

il tavernello mi fa schifo

non mi fanno schifo, invece, il sassicaia, ma anche il torrette, il carema, il grignolino, il dolcetto, il barbera, il nebbiolo, il barbaresco, il gavi, l'amarone, il picolit, il gavi, il rossese, il pigato, il vermentino, il chianti, il morellino, la falanghina, il brunello, il greco di tufo, l'aglianico, il nero d'avola e il sirah ... ;-)

tuttavia ... per ragioni ovvie, preferisco che il vino di tutti i giorni mi costi meno di 4 euro al litro e l'imbottigliamento casalingo (a parte i problemi di spazio) è comunque poco pratico se uno il vino lo vuole bere a bicchieri e non a bottiglie ...

comunque il bib permette di distribuire quantità non indifferenti di vino a prezzi piu' bassi: Non so quale sia la percentuale di vino in bib distribuito in francia, ma è certo che tutti i supermercati ce ne sono diverse varietà ...

non ci sono soluzioni magiche, ma anche quello aiuta a diffondere il proprio vino e, a dispetto della nostra produzione, non credo proprio che il vino italiano sia molto diffuso all'estero

purtroppo anche nel vino abbiamo (poche) eccellenze e per il resto una produzione di qualità variabile e spesso non ben posizionata quanto a rapporto qualità-costo

in altri pasesi (anche meno dotati di noi quanto a tradizione e quanto a sole - fondamentale soprattutto il secondo) mi sembra che siano piu' attenti a quanto possa favorire il consumatore di tutti i giorni, che è quello che tira fuori la maggior parte dei soldi.

Non è tutto qui, anzi, ma "every little helps ..." (come dice uno slogan del Tesco)

herr doktor ha detto...

@le vecchie ciabatte

sono d'accordo: sul prezzo e sulla qualità media sono difficilmente superabili da noi (che continuiamo a bamboleggiarci in particolarismi)

poi non c'è da stupirci se inghilterra o in Germania il vino rumeno o marocchino fanno una concorrenza spietata a quelli italiano (per non parlare di quello cileno e auraliano, che stanno arrivando anche da noi)

Marin Faliero ha detto...

Quando hai ospiti scaraffa un Merlot BiB e fai lo 'schiocco' col dito in bocca.
Poi prova a dire che si tratta di un Cabernet Franc e aspetta.

herr doktor ha detto...

di solito non bevo vino veneto: lo trovo un po' 'pastoso', ma probabilmente è solo xchè non lo conosco e sono più abituato al vino 'piemontese' (includendo nel piemontese il gavi, il rossese e il vermentino)

proverò comunque

tu, in cambio prova un syrah, anche siciliano :-)

ciao
--
h.d.

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