mercoledì 3 febbraio 2010

L'orrore economico

Quando ho comperato questo libro, nel 2000, ero stato attratto dalla critica del Corriere: si trattava di una stroncatura così pesante, ideologica e ottusa che mi era parso chiaro che il libro aveva colpito un nervo scoperto e che meritava una lettura ....

Una lettura interessante anche se, a sua volta, densa di ideologia e autoreferenzialità.

Il tema, però, della sparizione del lavoro (inteso come impiego) e dell'aumento della disoccupazione come fenomeni non transitori ma strutturali della nuova società e vero motore dei cambiamenti dell'epoca attuale mi faceva riflettere.

Il tempo è passato.

Eppure i nostri padri e i nostri nonni e i loro nonni vivevano di lavoro stabile e allora ogni altra forma di lavoro (il termine precariato non era stato inventato, allora c'erano i braccianti a giornata, i soprannumerari negli uffici e le professioni più antiche ....) era il regno dei disperati ....

Come si fa ad immaginare un mondo dove l'occupazione regredisce strutturalmente (e gli occupati sono a loro volta additati ai disoccupati come la vera anomalia)?

Alcuni giorni fa lo rivedo in ristampa da Feltrinelli e devo dire che un brivido mi è sceso lungo la schiena: possibile che fosse tutto già così chiaro più di dieci anni fa fa?

Eppure la spiegazione si trova sul dorso stesso del libro:
"Niente indebolisce, niente paralizza come la vergogna. E' un sentimento che altera sin dal profondo, lascia senza risorse, consente qualunque influenza dall'esterno, riduce chi la patisce a diventare una preda: da qui l'interesse dei poteri a farvi ricorso e a imporla. E' la vergogna che permette di fare le leggi senza incontrare opposizione , e di trasgredirle senza temere proteste. La vergogna dovrebbe essere quotata in Borsa: è un elemento importantissimo del profitto ..."

4 commenti:

ilcomiziante ha detto...

Ho paura che il problema fosse noto molti anni fa, molto prima del 2000.

Ma ora non so darti riferimenti concreti.

herr doktor ha detto...

Il libro stesso è del '97 e certamente riprende una corrente di pensiero anteriore

In ogni caso il passato è passato e quello che mi stupisce è la sensazione che la gente non capisca che non è affatto detto che quando questa crisi terminerà non è affatto detto che riprenda l'occupazione ...

http://phastidio.net/2010/02/04/la-ripresa-e-disoccupata

ciao

Anonimo ha detto...

Tra i tanti conosco un tizio (45 anni+ figli) cassintegrato.S'è rotto.Ha la fortuna di avere i residui della vecchia azienda agricola di famiglia.Ha ripreso a far l'agricolo, nonostante una agricoltura volutamente massacrata.Adesso fa latte, formaggi, insaccati, carne ecc.
Discorso analogo mi faceva mia nonna di 80 anni il mese scorso, ma è anche vero che è un po' depressa per motivi suoi.
Secondo me la gente inizia a capire l'aria (nefasta) che tira... :-)

Poi dovessi(mo) sbagliarti(ci) tanto meglio! :-)
Ciao
p

herr doktor ha detto...

ha mica torto il tuo conoscente ... magari sarà dura fare l'agricoltore ma almeno decide lui che fare e come ...

counque dubito che la gente si renda conto

speriamo di sbagliarci (sulla situazione o sulla gente ...)

ciao
--
gb

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