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domenica 13 dicembre 2009

Le tux militaire ...

A la guerre avec Linux?

Non solo la gendarmeria francese ha una spiccata preferenza per l'open source e per linux, ma sembra che anche le forze armate transalpine siano attivamente impegnate nello sviluppo e nell'utilizzo di codice libero ...

Non solo ragioni di economia (ragioni ignote alla nostra Pubblica Amministrazione che continua a spendere milioni e milioni di euro per software che - specie per i pacchetti Office - è perfettamente sostituibile con software gratuito ..), ma anche di sicurezza.

Così dalla scorsa settimana il codice di Tunderbird 3 include parti scritte dalle forze armate francesi nell'ambito del progetto "Trustedbird" (già "Milimail").

Se alla bontà strutturale del codice (che non è più prerogativa di Linux, specie visti i progressi dei sistemi operativi Windows, ormai ben lontani delle "semplificazioni" delle serie '95 e '98 ...) aggiungiamo la sicurezza data da programmi realizzati appositamente e - soprattutto - dal fatto che con un codice aperto puoi anche avere l'assoluta sicurezza di sapere che fa davvero il tuo computer, direi che non si sono sbagliati di molto .....

venerdì 25 settembre 2009

Dura lex sed linux

Ha fatto un certo scalpore (non in Italia) una recente sentenza della Corte d'Appello di Parigi che ha riconosciuto la validità delle licenze GNU.

Il caso oggetto del giudizio era quello di una software house che si era 'appropriata' di software open source coperto da licenza GNU inglobandolo nei propri prodotti senza rispettare i termini di licenza,

Che cos'è una GNU? Bah ... potete leggere qui (in dialetto milanese ....) o qui (in italiano). In estrema sintesi è un tipo di licenza di software pubblica' (ossia non basata su una contrattazione individuale, ma sulla base di condizioni 'generali' allegate in forma di file di testo e accettate direttamente tramite l'uso del programma) molto utilizzata nella distribuzione di programmi Linux e open source in generale.

Come molte novità (anche se non proprio più nuovissima, ormai), in molti paesi e pure in Francia si è subito discusso della loro validità e portata nell'ordinamento giuridico.

Anche nei paesi di origine anglosassone (dimenticando che la più famosa delle GNU, la GPL è stata studiata da giuristi) si mette spesso in discussione la validità delle GNU come contratti, sotto diversi profili.

In Italia c'è poco sulle licenze pubbliche, anche se val la pena di leggere questo ponderoso articolo di Carlo Piana.

Ora, comunque, la Corte d'Appello di Parigi non ha proprio avuto difficoltà a riconoscere (prima facie, direi, visto che non ha speso molto sul punto specifico ...) la validità delle licenze GNU-GPL.

E pare poi che il problema della violazione dei termini delle licenze GNU-GPL non sia nella pratica così raro ....

venerdì 13 febbraio 2009

Hasta la vista .... comandante

Poco dopo la Russia, anche Cuba annuncia una distribuzione Linux "nazionale".

Recentemente anche il governo Viet Nam aveva annunciato misure per installare software open source (non necessariamente Linux) sul 70% dei propri PC entro il 2009 (100% delle postazioni nei dipartimenti IT).

Non male, specie pensando che si tratta di paesi a fortissima espansione e con popolazioni molto numerose.

La situazione è un po' diversa in Cina, dove a suo tempo il Governo ha dato forte impulso allo sviluppo di una distribuzione linux nazionale, ma dove Windows sta ora riuscendo ad aumentare il distacco grazie ad una prudente tolleranza dell'endemica pirateria cinese che - tutto sommato - si è rivelata sempre un ottimo strumento di diffusione del proprio software (non solo in Cina).

Tuttavia è curioso notare come molti paesi dell'ex blocco comunista stanno prendendo posizioni un po' "provocatorie" rispetto all'assoluta ortodossia degli stato (ex) capitalisti.

Mah, in fondo, tenendo conto del peso della "bolletta informatica" delle pubbliche amministrazioni e dell'impulso che tecnologie open source possono dare a imprese locali, non avranno in definitiva ragione loro?

domenica 17 febbraio 2008

Piccoli computer crescono ...

Dopo l'OLPC e l'eee PC di cui avevo parlato in precedenti post, ecco comparire proposte di pc portatili a meno di 200 euro.

Sul Times si parla di un pc portatile da 99 £, fabbricato da un produttore inglese (Elonex), di caratteristiche piuttosto basiche (si accenna ad una memoria di solo 1GB, ad uno schermo da 7 '' e ad un processore "datato") e privo di lettore CD, ma dotato di connettività WiFi, di una suite software completa (almene per le solite applicazioni tipo "office") e di una scocca compatta e innovativa (lo schermo può essere staccato).

Su una fascia più alta è il "CloudBook", venduto negli Stati Uniti a 399 $ ed equipaggiato con un processore da 1.2 Ghz, 512 MB di RAM, disco da 30GB, schemo da 7'', 5h di autonomia e viedocamera da 3Mp.

Gli eee PC e OLPC si collocano in una fascia intermedia (200/300 € di prezzo, schemi da 7'', memoria da 4 GB e processori decisamente più attuali del pc britannico, anche se più lenti del Cludbook), ma sono anch'essi piccoli e leggeri, il che li rende ideali per i ragazzini o, per gli adulti, come secondo pc "da viaggio" (spesso la connettività WiFi è prevista di serie).

Tutti quanti poi, tramite un'opportuna dotazione di porte USB, sono collegabili ad ogni sorta di accessorio esterno (chiavette USB, dischi, modem, router, unità CD esterne, tastiere ....) per espanderne le funzionalità, ove necessario.

Il segmento è in forte espansione e nuovi arrivi sono attesi a breve; anche Intel dovrebbe entrare nella partita.

Le prestazioni sono pari a quelle di pc di qualche anno fa (neanche tanti anni fa: il pc che sto usando adesso - ha quattro anni - ha memoria e procesessori paragonabili al cloudbook e lo supera solo per lo schermo, il lettore cd/dv e ... il peso - circa il triplo - ma costava oltre 1000 euro) e sono più che sufficienti per gestire correttamente le normali applicazioni da ufficio (videoscrittura, fogli di calcolo, navigazione internet e fotoritocco), se il sistema operativo non è troppo esoso in termini di consumo di risorse di sistema.

Certo, i giochini elettronici di ultima generazione non gireranno mai su questi portatili low cost, ma questo non è certo un male ....., anzi.

Qui c'è un'altra similitudine: quasi tutte queste macchine (salva probabilmente Intel, per ragioni - diciamo pure - "storiche") sono equipaggiate con sistemi operativi Linux, perchè si tratta di un sistema operativo che richiede molte meno risorse degli attuali sistemi Windows per far girare il pc e, oltretutto, è gratis (su un pc da 1000/12000 euro, il costo della licenza OEM di windows incide poco meno del 10%, ma su un pc economico l'incidenza sarebbe senz'altro maggiore... anche senza prendere in considerazine il costo della suite "Office" della casa di Redmond o del famoso/famigerato antivirus Norton che ormai equipaggia di serie tutti i pc .....).

Così, tra l'altro, Microsoft, che stava già mandando in pensione XP per sostituirlo, nonostante le proteste, con Vista è costretta ad annunciare che sta conducendo esperimento per dotare questi "mini" pc con versioni apposta di XP.......

mercoledì 13 febbraio 2008

Perchè non fare anche i PC "low cost"? (segue)

Giusto un mese fa mi chiedevo perchè non vendere anche in europa i pc "low cost", tipo OLPC.

Mi sembrava (e mi sembra ancora) che potrebbero essere una benedizione per le famiglie che hanno figli a scuola, visto che il pc per un ragazzino sembra ormai un "must".

Leggo oggi che nel Regno Unito una società sta facendo ottimi affari vendendo gli OLPC, originariamente studiati per i paesi in via di sviluppo, proprio alle scuole.

I vantaggi di questi "mini" pc?

In sintesi:
  1. ovviamente - in primis - il costo (poco più di 200 euro);
  2. in secondo luogo, il peso (all'incirca un chilo);
  3. la robustezza (sono studiati per ambienti molto 'sfidanti' e utilizzi 'ruvidi');
  4. e - last but not least - girano in linux.
Ok: per alcuni (in primis mia moglie...) il numero 4 non è un vantaggio, ma resto convinto che i bimbi imparino di più su architetture 'open' e personalizzabili ..... finchè ne hanno il tempo. Pare che comunque Microsoft stia studiando un modo di crearne una versione Windows (con una versione alleggerita di XP, visto che di caricare Vista su un computer di caratteristiche limitate come un pc "low cost" non se ne parla).

lunedì 28 gennaio 2008

Notizie e non notizie su internet (updated)

Nei giorni scorsi si è sparsa per la rete la notizia che la Corte dei Conti ha scelto linux (Red Hat) per i propri sistemi informatici.

La notizia è interessante, ma in non merita - secondo me - il battage che ha ricevuto.

La Corte dei Conti è senz'altro un cliente prestigioso e importante, ma secondo me la notizia che linux sia stato scelto per l'ambiente server non colpisce più di tanto.

Tutto sommato l'ambiente server (qualcuno, ogni tanto lo definisce "ambiente open") è un ambiente diversificato, nel quale macchine Microsoft, Sun, Linux e Unix convivono in strutture a volte stratificate dove linux è storicamente molto forte.

Ben diversa sarebbe stata la notizia se l'adozione di linux avesse riguardato l'ambiente desktop (ossia i pc dei magistrati, dei cancellieri, degli operatori vari), che invece è ormai monopolio di windows (in ambito aziendale, specie se si parla di grandi aziende, si supera il 99% ....).

Eppure linux, per le applicazioni di ufficio è senz'altro già molto maturo, anche se non so se abbia il supporto e i tool di automazione che può vantare Microsoft, specie in ambito aziendale.

Certo la compatibilità di linux (specie in ambito hardware) può essere un problema.

Tuttavia, in periodo di budget sempre più ristretti e di spesa informatica in costante aumento, un software del tutto gratuito e che non costringe a cambiare l'hardware ogni pochi anni dovrebbe essere un'opzione, specie per chi come l'amministrazione dello Stato ha le dimensione per "pretendere" che il mercato si adegui offrendo prodotti compatibili con le sue esigenze.

Sicuramente, non sarebbe una via senza costi, ma sono convinto che - specie per l'amministrazione dello stato - anche se il costo complessivo di una migrazione a linux fosse pari a quello della gestione di una ambiente 'proprietario', riterrei più 'politically correct' spendere in servizi resi da imprese del territorio che in royalties a favore di imprese lontane .....

Aggiornamento del 30 gennaio:

Oggi France Press pubblica la notizia secondo la quale la Gendarmeria francese conta di sostituire i propri PC windows (stiamo parlando di 70.000 pc basati su Windows Xp) con macchine linux. Ubuntu sarebbe la distribuzione prescelta.

La notizia pare 'seria' perchè - a quanto sembra - la Gendarmeria ha una certo feeling con l'open source, essendo già passato al "software" libero nel 2005 per la suite office e nel 2006 per il browser.

Le ragioni del passaggio:

  1. diminuire la dipendenza dai fornitori;
  2. aumentare il controllo sui propri sistemi;
  3. last, but not least: ridurre i costi.

Francamente nulla da dire su queste motivazioni.

Oltretutto, Vista, con i problemi di compatibilità software e hardware con i quali sta affliggendo i suoi utenti, ha probabilmente contribuito a spingere la Gendarmeria ad affrontare il cambiamento .....



martedì 18 dicembre 2007

Voto elettronico sicuro ...

Il governo brasiliano sta pensando di ricorrere a Linux per il voto elettronico.

Bene.

E' un passo in avanti , perchè è indispensabile sapere esattamente come funziona il software di controllo di una macchina per il voto elettronico. Credo che sia evidente.

Ma non basta assolutamente, perchè la sicurezza è un processo e non una tecnologia. E non è uno slogan.

Se infatti si raccolgono i dati dello spoglio con le chiavette USB, come ad esempio si è fatto in Italia, si rischiano i disastri delle elezioni americane .......

Le elezioni sono una cosa seria.

giovedì 8 novembre 2007

Skype per linux 2.0 beta


Skype per linux 2.0 è uscita (per ora in beta)con una grande novità: il supporto video.

Evviva!

Che faccio, aspetto che aggiungano ai repository o aggiorno subito?
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