domenica 26 settembre 2010

Provaci ancora, Sam ...

La notizia era girata, anche se senza tanta fanfara, qualche giorno fa e aveva appena sfiorato i grandi media nazionali (solo il Giornale mi risulta averla pubblicata).

Telecinco, azienda del Gruppo Mediaset , nel 2008 ha intentato causa a YouTube in Spagna per l'asserita violazione dei propri diritti di proprietà intellettuale a seguito della pubblicazione sulla piattaforma di YouTube (di proprietà di Google) di spezzoni dei propri programmi televisivi.

Più o meno in contemporanea Mediaset stessa aveva adito il tribunale di Roma, denunciando YouTube anche in Italia lamentando la diffusione abusiva ad opera di YouTube dei propri programmi (si trattava in particolare de "Il Grande Fratello") ottenendo un provvedimento che riconosceva la consapevolezza di YouTube della presenza dei contenuti illeciti (e conseguentemente la sua resposabilità) ordinandone la rimozione.

Di segno completamente opposto il tenore della sentenza madrilena, chiara e leggibile (a differenza della sentenza penale italiana sul caso google video ...), nonostante la differenza di lingua.

Nella ricostruzione del giudice spagnolo infatti, né si ravvisa un contenuto attivo di YouTube nel caricamento e diffusione dei contenuti né si può ravvisare una consapevolezza effettiva di YouTube circa i contenuti pubblicati.

Un primo punto interessante è in particolare, quello della esclusione di rilevanza delle operazioni di trattamento (e indicizzazione) automatica eseguite sulla base di input dell'utente. A conclusioni completamente opposte era giunta  la giurisprudenza italiana che (vedi caso The Pirate Bay) ha riconosciuto la rilevanza della mera indicizzazione per escludere l'esclusione di responsabilità che spetterebbe agli 'hosting providers').

E' stata esclusa espressamente ogni rilevanza - ai fini della qualifica di hosting provider e dell'esenzione relativa - anche ai link pubblicitari.
A questo punto, YouTube come si può considerare alla luce della direttiva europea sullo statuto degli Internet Service Providers?

Due tribunali dell'Unione Europea hanno considerato una questione molto simile in maniera opposta.

Resto della mia opinione che intermediari com YouTube sono piuttosto diversi dagli hosting providers, ma in punto di rilevanza delle operazioni tecnica di caricamento e indicizzazione, mi sembra che la pronuncia spagnola  - anche perché successiva - sia forse più coerente con l'impostazione seguita dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea del 23 marzo 2010 nel caso - solo per alcuni versi simile, peraltro - del servizio AdWords.

domenica 15 agosto 2010

Quale Islam?

Prendo spunto dalle recentissime polemiche scaturite dalle dichiarazioni, di Barack Obama sul progetto di costruire una moschea sul luogo dell'attentato alle Twin Towers, poi subito 'precisate' a seguito delle fortissime polemiche, specie da parte dei repubblicani.

Non è che trovi felicissima l'idea di costruire una moschea sul luogo degli attentati dell'11 settembre (anzi, la trovo una pessima idea),ma mi colpisce il modo di vedere l'Islam (e stiamo parlando di poco più di un miliardo di persone ....)  come un complesso monolitico e tutto ideologicamente schierato contro l'Occidente.

I califfati musulmani sono stati nemici potenti dell'Europa dalla loro nascita (600 c.a d.C) fino all'espansione Ottomana (culminata con l'assedio di Vienna del 1683) e proprio la contrapposizione al comune nemico islamico ha contribuito in modo forte a forgiare un'identità comune europea.

Tuttavia l'atteggiamento di identificare l'Islam con il fondamentalismo (e le con la contrapposizione all'Europa) è, oltre che sbagliata, del tutto antistorica.

Lasciatemi rinviare a questo bellissimo documentario realizzato dall'Enciclopedia Treccani: 



lunedì 26 luglio 2010

Il phishing si fa tecnologico ...

La sicurezza di una catena si misura dal suo anello più debole e, nei sistemi di home banking l'anello più debole è (finora) il cliente ...
In questi anni anche le mail più sgrammaticate hanno mietuto vittime, complici vulnerabilità nei browser, creduloneria della gente ... last but not least, sistemi di autenticazione a volte abbastanza rudimentali ...

Come è stato possibile? Bah, un po' è che molta gente, di fronte ad un pc (ma anche di fronte a molte altre cose che non capisce ..) tende a diventare del tutto acritica e a credere un po' a qualunque cosa, un po' è che molta altra gente alla sicurezza del pc proprio non ci guarda e i phishers hanno avuto buon gioco a mascherare gli indirizzi del loro falso sito, magari sfruttando le debolezze di browsers mai aggiornati ...

Già, gli aggiornamenti di sicurezza: brutto capitolo. Quanti sono gli utenti che usano un pc non aggiornato da anni, magari perchè hanno una copia di photoshop o di office piratata e non vogliono assolutamente rischiare che magari Microsoft dia un'occhiata al loro disco fisso e li scopra (e quindi non attivano mai gli aggiornamenti di sicurezza proposti dal sistema)? Ne conosco parecchi, anche parenti, ma guai a dir loro che sono a rischio ... "ho l'antivirus!", ti rispondono (come se l'antivirus potesse supplire alle magagne di un sistema non aggiornato ...).

Ma è sul piano degli aggiornamenti di sicurezza e della protezione del pc dell'utente che si giocherà una bella fetta della sicurezza delle transazioni bancarie, perchè il phishing si sta facendo tecnologico e sta imboccando la strada dei trojan con soluzioni che - come riportato da Slashdot - sono capaci di aggirare anche evoluti sistemi di autenticazione basati su sistemi di two-factor authentication (ossia password + dispositivo fisico di autenticazione)...

Allora, val così la pena di trascurare la sicurezza per continuare a tenersi questo photoshop krakkato?

mercoledì 14 luglio 2010

Privacy giornalismo

La notizia del deposito della sentenza (n.16236 del 2010 del 6 maggio 2010, depositata il 9 luglio 2010) era stata pubblicata ieri da Il sole 24 ore con un titolo eloquente: "la libertà di informazione  prevale sulla privacy".

Non c'è che dire:  un bel titolo ad effetto, specie e fronte delle recenti polemiche sulla "legge bavaglio", che stanno varcando anche i confini nazionali, fino a giungere all'ONU ....

Anche indipendentemente dal momento politico in cui si colloca (non nascondiamoci  dietro ad un dito...) è una sentenza interessante (e pienamente nel solco della tradizione della nostra Suprema Corte).

Di seguito riporto la parte finale della motivazione:

Ne consegue che detta modalità di fare informazione non comporta violazione dell'onore e del prestigio di soggetti giuridici, con relativo discredito sociale, qualora ricorrano: l'oggettivo interesse a rendere consapevole l'opinione pubblica di fatti ed avvenimenti socialmente rilevanti; l'uso di un linguaggio non offensivo e la non violazione di correttezza professionale.
Inoltre, il giornalismo di inchiesta è da ritenersi legittimamente esercitato ove, oltre a rispettare la persona e la sua dignità, non ne leda la riservatezza per quanto in generale statuito dalle regole deontologiche in tema di trattamento dei dati personali nell'esercizio dell'attività giornalistica (ai sensi dell'art. 2 5 della legge 31 dicembre 1996, n. 675; dell'art. 20 D.lgs. n.467/2001 e dell'art. 12 del D.lgs. n.196/2003).
Viene dunque in evidenza un complessivo quadro disciplinare che rende l'attività di informazione chiaramente prevalente rispetto ai diritta personali della reputazione e della riservatezza, nel senso che questi ultimi, solo ove sussistano determinati presupposti, ne configurano un limite.
In particolare, è da considerare in proposito che, pur in presenza della rilevanza costituzionale della tutela della persona e della sua riservatezza, con specifico riferimento all'art. 15 Cost., detta prevalenza del fondamentale e insopprimibile diritto all'informazione si evince da un duplice ordine di considerazioni :
a) innanzitutto l'art. 1, 2°comma, Cost., nell'affermare che "la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei lìmiti della Costituzione", presuppone quale imprescindibile condizione per un pieno, legittimo e corretto esercizio di detta sovranità che la stessa si realizzi mediante tutti gli strumenti democratici (art. 1, l°comma, Cost.), a tal fine predisposti dall'ordinamento, tra cui un posto e una funzione preminenti spettano all'attività di informazione in questione (e quindi a maggior ragione, per quanto esposto); vale a dire che intanto il popolo può ritenersi costituzionalmente "sovrano" (nel senso rigorosamente tecnico-giuridico di tale termine) in quanto venga, al fine di un compiuto e incondizionato formarsi dell'opinione pubblica, senza limitazioni e restrizioni di alcun genere, pienamente informato di tutti i fatti, eventi e accadimenti valutabili come di inte resse pubblico.
b) Inoltre, non può non sottovalutarsi che lo stesso legislatore ordinario, sulla base dell'ampia normativa sopra richiamata, ha ricondotto reputazione e "privacy" nell'alveo delle "eccezioni" rispetto al generale principio della tutela dell'informazione; tant'è vero che in proposito, nel Lo stesso Codice deontologico dei giornalisti (relativo al trattamento dei dati personali) all'art. 6 si legge testualmente che "la divulgazione di notizie di rilevante interesse pubblico o sociale non contrasta con il rispetto della sfera privata quando l'informazione, anche dettagliata, sia indispensabile in ragione dell'originalità del fatto o della relativa descrizione dei modi particolari in cui è avvenuto, nonché della qualificazione dei protagonisti. La sfera privata delle persone note o che esercitano funzioni pubbliche deve essere rispettata se le notizie o i dati non hanno alcun rilievo sul loro ruolo o sulla loro vita pubblica. Commenti o opinioni del giornalista appartengono alla libertà di informazione nonché alla libertà di parola e di pensiero costituzionalmente garantita a tutti"; come anche deve ricordarsi che con Risoluzione dell'assemblea n.1003 del 1°luglio 1993, relativa all'etica del giornalismo, il Consiglio d'Europa ha, tra l'altro, affermato che "i mezzi di comunicazione sociale assumono, nei confronti dei cittadini e del la società, una responsabilità morale che deve essere sottolineata, segnatamente in un momento in cui l'informazione e la comunicazione rivestono una grande importanza sia per lo sviluppo della personalità dei cittadini, sia per l'evoluzione della società e della vita democratica".
 

sabato 10 luglio 2010

E se avesse ragione lui?



Riprendo da un commento dell'amico P.S. e rilancio con una domanda: e se avesse ragione Montanelli? Sono queste le ragioni della ormai cronica difficoltà dell'Italia come paese?

Diffido dalle risposte semplici a problemi complessi (ed è questa una delle ragioni per le quali in genere diffido della destra e - specialmente - di questa destra), ma in due punti il discorso di Montanelli mi ha fatto venire la pelle d'oca: quando ha parlato della mancanza di consapevolezza degli italiani e del loro rifiuto di studiare la loro storia e quando parla all'attitudine degli italiani al lavoro servile.

Quello che secondo me Montanelli non coglie  e rimane sullo sfondo è la struttura paternalistica e affiliativa che tutt'ora permea la società italiana, anche in questi tempi di transizione verso un atteggiamento più 'adversarial' (non consapevolmente vissuto), più vicino all'atteggiamento anglosassone (ma anche francese: provare per credere). Temo che il servilismo degli italiani sia più l'effetto che la causa ...

Sarà quella la ragione per la quale nei tempi moderni (nei quali la mancanza e la distanza dalle fonti di approvvigionamento di materie prime risulta meno importante), paradossalmente aumenta la distanza dell'Italia dai leader europei (Francia e Germania)?

Sarà quella la ragione per la quale dall'Italia non viene mai un innovazione (salvo, magari nel campo della moda, dove però di regola eccelliamo prevalentemente per la qualità dei materiali e del lavoro) o una rivoluzione?

Già, perchè - non me ne voglia l'amico etienne, ma in Italia una rivoluzione "dal basso" non l'abbiamo avuto da quando San Francesco (una figura senz'altro da studiare per la sconcertante modernità dei temi sociali dell'epoca ...) ha contribuito a riportare nell'aleveo della normalità i moti popolari ed eretici del 1200 ...

lunedì 28 giugno 2010

L'erba del vicino è sempre più verde ... (upgraded)

Non si sono ancora spente le polemiche suscitate dal referendum indetto dalla FIAT sul "nuovo" contratto di Pomigliano, che una notizia decisamente più "piccola" emerge dalla profondità del mio feedreader ...

Dopo la società italiana che decide (ma ha deciso qualcosa, alla fine???) di togliere lavoro alla Polonia per  portarlo in Italia, ora vedo una società indiana (uno di quei gruppi che hanno fatto furore con l' "offshoring") che apre un centro di ricerca nell'Irlanda del Nord e progetta di assumere 85 persone.

Non sono certo i numeri che mi hanno colpito (e hanno colpito la rivista che ha rilanciato la notizia) ma le motivazioni: la società indiana si sarebbe detta colpita della disponibilità di laureati in Irlanda e dei bassi livello di conflitto. Questo proprio mentre in Cina una catena di scioperi costringe il governo ad alzare i salari ...

Buone notizie per il vecchio continente? Non ne sono così sicuro ...


Upgrade del 30 giugno:

Oggi su Punto  Informatico leggo che Baidu, il motore di ricerca leader dell'enorme mercato cinese, assume talenti informatici negli Stati Uniti.

Avanti così ...

domenica 27 giugno 2010

Exalead prende il volo?

La notizia non è di quelle che colpiscono l'immaginazione, tant'è che sulle prime mi era scappata.

Exalead, il principale motore di ricerca europeo, è stato acquisito da Dessault, il gruppo industriale francese famoso specialmente per le sue attività areonautiche.

Già ma chi sa che esiste un motore di ricerca europeo (e che si chiama Exalead)? Pochissimi credo.

Il motore di ricerca per antonomasia è Google, per lo meno al di fuori di due mercati non certo secondari come la Cina, dove impazza Baidu, o il Giappone, dove il mercato è dominato da Yahoo.

Che bisogno c'è di un motore di ricerca europeo?

Bah, l'importanza di un motore di ricerca è senz'altro notevole. Proviamo per un attimo a pensare di non poter ricorrere a Google: probabilmente molti internauti si sentirebbero senz'altro persi. Mitico gògol .....

Ma, avendo Google, che importanza ha creare un nuovo motore di ricerca, oltretutto gratuito?

In due parole, chi controlla un motore di ricerca può controllare che cosa cerca la gente, ma soprattutto, che cosa trova la gente.

L'ordine nel quale un motore di ricerca restituisce i risultati non è casuale,  affatto. L'ordine dipende da parametri implementati nel motore di ricerca che stabiliscono l'ordine di priorità delle risposte (il cd. "ranking" delle risposte).

Questi parametri, che seguono vere e proprie logiche di intelligenza artificiale, costituiscono un elemento essenziale (insieme al numero di pagine indicizzate) per determinare l'utilità (e il successo) dei motori di ricerca, ma il loro controllo consente anche - se lo si vuol fare - di "indirizzare" le ricerche (un po' come fa Google con le "adwords").

In ogni caso poi il valore  ricavabile dalle milioni di pagine indicizzate, combinato magari con i dati delle ricerche, è assai difficile da stimare.

L'idea di un motore di ricerca europeo era stata lanciata dall'ex presidente francese Jacques Chirac. Il nome del progetto era (in latino): "quaero".

Exalead, titolare di un interessante motore di ricerca per pagine web,  era, appunto, il partner tecnologico che doveva fornire la tecnologia per il motore di ricerca.

Poi, certo, il mercato dei motori di ricerca è un mercato difficile, come si è accorta Altavista, bruciata in partenza dagli sconosciuti golden boys Larry Page e Sergey Brin, ma hanno dovuto constatare anche Yahoo e da ultimo anche l'onnipotente Microsoft, il cui Bing ancora stenta a farsi spazio.

Resta quindi da chiedersi che ci fa una compagnia molto attiva nelle forniture militali (Dessault è molto famosa per un software per il CAD e la simulazione 3D, ma è ancora più famosa per gli aerei militari Mirage, Super Etendard e Rafale, che sono l'orgoglio dell'industria militare francese, l'unica azienda in grado di competere con statunitensi ed ex sovietici ...).

Difficile trovarci un nesso, ma facile ricordare come la storia della stessa Google è sempre stata accompagnata da sospetti di connessioni con l'intelligence statunitense, che alcuni fanno retroagire fino alla fondazione stessa di Google ...

giovedì 10 giugno 2010

Il potere della stupidità

Questo non è un post sull'attualità, sulla politica o sull'economia.

Tutt'altro.

Oggi voglio parlare di libri e (di nuovo) di libri che parlano della stupidità. E' un argomento importante e lo sappiamo tutti. 

Che poi la stupidità sia stata in passato molto studiata anche da storici e magari da storici dell'economia come il prof.Cipolla, ci dice molto sull'immanenza e sulle conseguenze di questo problema. 

Ma è appunto un problema universale.

Ora vi voglio segnalare questo libro: "Il potere della stupidità", di Giancarlo Livraghi, disponibile su Google Books, e prossimo ad un'edizione a stampa anche in Spagna.

Quella del libro è  però anche una storia di libertà e di condivisione delle idee, visto che - come racconta l'autore stesso - il libro è nato in rete e proprio grazie alla messa a disposizione gratuita su internet ha potuto trovare un editore in Spagna per un ulteriore edizione cartacea, dopo quella italiana.

Se vogliamo, il libro è anche  una dimostrazione della stupidità del concetto che l'attuale rigida disciplina del copyright, con le sue esclusive e limitazioni, sia nell'interesse dell'autore, specie di quell'autore che non ha potere contrattuale sulle case editrici.

Ma torniamo a libro e leggiamo:

giovedì 13 maggio 2010

C'è un'app per te ... (updated)

Ha ragione la pubblicità della Apple: c'è un' "app" praticamente per qualsiasi cosa ...

Vuoi scambiare foto? ... c'è un'applicazione (un' "app") appositamente sviluppata per te.

Benissimo. E allora perchè non realizzare un' app anche per chi deve superare l'esame di avvocato?

Negli Stati Uniti l'hanno realizzata e non è certo a buon mercato, visto che costa circa un centinaio di dollari (contro i pochi cent di moltissime altre consorelle).

Avrebbe successo anche da noi?

Non credo. Se puoi portarti uno smartphone all'esame, un amico che ti trasmette la sentenza giusta in tempo (sempre che tu non abbia direttamente l'accesso via internet allo juris data dello studio ...) ti costa molto meno. E poi, vuoi mettere il divertimento....?


Update del 19 giugno:

Il Telegraph  di ieri segnala che la polizia del Sussex sta pensando di consentire di presentare le richieste di rinnovo di licenze per armi da fuoco tramite un'app per iPhone ...

Considerato quanto avvenuto recentemente in Cumbria con un tassista impazzito che ha ucciso 12 persone, mi sembra un'idea quanto meno inopportuna.





domenica 25 aprile 2010

Bella ciao .... (coro e banda dall'Armata Rossa).




Coro e banda dell'Armata Rossa
via letturalenta.net


Visto il momento, trovo molto appropriato il riferimento all'Armata Rossa.

Siamo ormai lontani dalla guerra fredda e dovrebbe essere il momento di ritrovare un po' di oggettività storica, e invece .... si assiste ad atteggiamenti che hanno l'unico fine di creare polemiche politiche pretestuose ed inutili (sottacendo tra l'altro la responsabilità dei nazi-fascisti nello scatenare una guerra di inaudita ferocia come la seconda guerra mondiale).

Senza nulla togliere allo sforzo degli americani (ma anche agli inglesi, francesi, neozelandesi, polacchi, nepalesi e tutti gli altri popoli che hanno mandato i loro soldati a liberare l'Italia dai nazi-fascisti), non è in Italia, né in Normandia, né in Inghilterra che si è vinta la guerra, ma nelle pianure dell'est.

Sempre senza nulla togliere agli altri alleati dei sovietici, nessuna nazione ha pagato un tributo così alto all'aggressione nazista: oltre 20 milioni di morti (si stimano 8 milioni di morti tra i militari e oltre 12 tra i civili).

Se nell'immaginario di noi occidentali, la seconda guerra mondiale sono la battaglia d'Inghilterra e lo sbarco in Normandia, la realtà è che lo scontro più aspro e feroce si sviluppo nelle pianure e nelle steppe dell'est, dove le forze nazi-fasciste scatenarono una vera guerra di distruzione: oltre ai 20 milioni di sovietici, perirono oltre 6 milioni di polacchi (questi, per la verità, almeno parzialmente una co-produzione russo-tedesca ...) un milione di Iugoslavi (e qui con un contributo del Regio Esercito), 500.000 Ungheresi, 350.000 lituani, 300.000 greci (come per gli iugoslavi ...) ... a dimostrazione della ferocia estrema degli scontri in una zona con non conobbe pace per quasi sei lunghissimi anni. Senza voler far classifiche, le perdite di statuntitensi e inglesi (circa 400.000 per ciascun paese) furono in realtà inferiori a quelle subite dagli italiani stessi nonostante le perdite inglesi e statunitensi comprendano anche quelle subite nella campagne del pacifico (contro i giapponesi ) ai quali gli italiani rimasero estranei ....

E allora, con buona pace di Cirielli (che comunque passerà alla storia per la legge da lui prima proposta e poi rinnegata ....) voglio riservare un ringraziamento (unitamente ai loro ex alleati statunitensi, inglesi, francesi ....) anche ai milioni di russi, ucraini, siberiani, kirghisi, uzbeki ... che combatterono il nazifascismo come alleati degli statunitensi.

E meno male, questo sì, che grazie agli americani (e agli accordi di Yalta) le armate di Stalin non arrivarono fino a qui.

Ma la liberazione dal nazifascismo la dobbiamo ricordare.

Perchè nessun sistema economico e politico (e il nazifascismo, che non fu meno mostruoso del 'socialismo reale', ne è la prova eclatante) ha in sè l'immunità dal totalitarismo e dalla tirannia.

L'immunità passa prima di tutto da una visione più serena e disincantata della storia .... 

giovedì 22 aprile 2010

Idee poche ma confuse.

Si ricomincia.

Scade domani il termine per la presentazione in senato di emendamenti per la discussa (contro)riforma della professione forense.

Idee poche ma confuse.

Se da un lato abbiamo un ministro della Giustizia che da un lato non presenta emendamenti, ma dall'altro sollecita ripensamenti in ordine alla bozza in esame (!?!), dall'altro ancora abbiamo una classe forense sempre più spiazzata dalla situazione attuale.

Questa è la "battaglia del grano" e francamente è una battaglia che capisco. Avevo già scritto che ormai non sono più i dipendenti quelli che scioperano, ma padroncini e professionisti ..... Ora, proprio nel momento in cui i dipendenti, con la (contro)riforma della contrattazione collettiva (e il "depotenziamento" del contratto collettivo nazionale) stanno perdendo la garanzia stessa del salario minimo, gli avvocati che chiedono? I minimi obbligatori (ossia garantiti per legge).

Siamo al welfare forense (la definizione "welfare delle professioni" è del "Sole 24 ore") ....

Bene.

Alla fine hanno ragione loro. La riforma è una chiavica e alla fine finirà con l'emarginarli ulteriormente. Ma è il principio che conta: che ce ne frega del mercato che mette il povero contro il più povero?

Non me ne frega niente. Tanto la paura fa novanta e di fronte al questa crisi una classe forense in crisi di 'status' e che rischia di dover affrontare un probabilissima riduzione della giustizia (si chiami 'processo breve' o privatizzazione della giustizia del lavoro, il risultato è lo stesso: riduzione del contenzioso giudiziale) non ragiona e non ragionerà.

L'unica cosa che mi interessa che non mi neghino il diritto di far valere l'esame di abilitazione congelato dalla normativa emanata a fronte della precedente crisi (quella degli anni '30) e conseguente (contro)riforma.

E quindi forza con gli emendamenti, perché se alcune norme sono state cancellate dalla camera, restano norme (come l'art.2, comma 3) che possono precludere a chi non è attualmente iscritto la futura iscrizione all'albo degli avvocati.

A presto.

giovedì 15 aprile 2010

Il virus che ti fa causa

La paura fa novanta e lo sanno bene i truffatori.

Gli elementio fondamentale di ogni truffa sono il desiderio di guadagno (immeritato) o la paura: solo così il truffato infila da solo la testa nel cappio ...

E allora perchè non sfruttare l'onda di inquietudine lasciata da iniziative come quelle di Peppermit o della famigerata Logistep (e magari - diciamolo - il senso di colpa di 'alcuni' navigatori che amano un po' troppo la musica gratis ....)?

E allora è comparso in rete un virus che si 'traveste' da programma di controllo anti-pirateria e che fa apparire una schermata in cui si contesta il ritrovamento di file piratati, prospettando gravi sanzioni a meno che l'utente non accetti di pagare subito una somma a titolo di transazione.

Tutto falso, ovviamente. E l'ulteriore beffa è che il sito indicato per accogliere la transazione tramite carta di credito è un sito non collegato ad alcun circuito di pagamento, ma un sito fasullo (una specie di sito di phishing) che raccoglie dati di carte di credito per futuro uso ....

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